Provare a tenere con sé un’emozione negativa

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Sono solo negative o possono anche funzionare come preziosi messaggeri?

Qual è il processo che ci può far passare da un livello all’altro di queste due alternative di significato?

Se costruiamo dentro di noi la volontà utile a sentirle come indicatori di un nostro stato interno che si crea in relazione alla nostra memoria autobiografica, alle interpretazioni che attribuiamo agli eventi e alla autopercezione della nostra capacità di dominarli, possiamo sentirci più abili a gestirle.

Spesso non ci manca la competenza per farlo, piuttosto la lucidità – la rabbia che annebbia il pensiero – il tempo – che mentre stiamo ad esempio discutendo assume nuovi confini – e il giusto distacco dal vissuto dell’esperienza del momento – siamo completamente immersi nello scambio relazionale.

Come il nostro mondo interno e le nostre relazioni si strutturano seguendo i fili – spesso invisibili – di desideri, aspettative, e credenze o convinzioni su noi stessi e sull’altro, così nel mondo interno e relazionale di chi abbiamo di fronte, esistono questi fattori, tuttavia connotati da diverse storie di vita, intrecci e futuri immaginati – rispetto ai nostri.

In questo consiste la meraviglia, ma anche la fatica di ogni incontro, la reciproca trasformazione.

Ronald D. Siegal, psicologo a professore della Harvard Medical School, in un suo utile libro ricco di esempi pratici e proposte di esercizi di meditazione, Qui e ora, strategie quotidiane di mindfulness, ci suggerisce di usare la consapevolezza per

“interporre uno spazio tra l’emozione, l’impulso e l’azione”,

“La pratica della mindfulness crea la distanza necessaria; nelle tradizioni di meditazione si dice riconoscere la scintilla prima della fiamma. Essa ci aiuta a notare un’emozione che affiora e il conseguente impulso ad agire. Ci permette di sentire la spinta ad agire sulla base di quell’ impulso e di decidere se farlo in questo preciso momento sarebbe una manifestazione di competenza. Ci dà la possibilità di fare un respiro ed entrare in ciò che stiamo buytadalafilonline20mg.com/ sperimentando al momento prima di agire”.

Uscire dagli schemi automatici che connettono le emozioni ai nostri comportamenti ci rende più liberi.

Questo processo descritto richiede esercizio, e in buona parte può essere appreso.

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