Psicoterapia cognitivo comportamentale: riflessioni sulla teoria dei costrutti di Kelly

La psicoterapia cognitivo comportamentale e i costrutti

L’obiettivo di questo articolo è fornire un’occasione di riflessione riguardo alle modalità peculiari che ciascuno di noi possiede – e può riformulare – per costruire e interpretare gli eventi e le nostre relazioni.

Partiamo dal pensiero centrale di un noto autore americano, George A. Kelly:

Ogni persona è uno scienziato.

Lo scienziato tenta di prevedere e controllare i fenomeni. (L. Pervin, O. John, 2001)

 

Secondo Kelly è tipica della natura umana una naturale tendenza verso il futuro ad anticipare gli eventi.

Questa caratteristica predittiva, ha un valore adattivo.

Tutti noi, come scienziati, facciamo perciò ipotesi su ciò che ci aspetta, e sui vantaggi delle nostre scelte future.

Sull’andamento di un colloquio di lavoro.

Su come andranno le nostre vacanze estive.

Sulla gradevolezza di un nuovo taglio di capelli.

Le nostre previsioni possono fallire

Ci muoviamo nel mondo equipaggiati di teorie, queste possono condurci a formulare ipotesi che ci porteranno a sviluppare previsioni anche non corrette.

Questo è il caso in cui una teoria potrà essere modificata, aggiornata, adeguata.

Teniamo a mente:

 

Non esiste una realtà oggettiva e non esistono “fatti”. Teorie differenti propongono differenti COSTRUZIONI dei fenomeni.

[…]

Il linguaggio delle ipotesi fa emergere nuove variabili. (L. Pervin, O. John, 2001)

Potresti anche essere interessato ad approfondire un tema affine, quello dei pericoli delle categorie cognitive.

Costruire consapevolezza

L’elemento centrale che può aiutare a sviluppare una nuova forma di consapevolezza sui propri schemi di lettura della realtà è il concetto di COSTRUTTO : si tratta di un nostro modo di costruire e perciò dare significato al mondo delle nostre relazioni.

Teniamo a mente la differenza tra due verbi:

  • costruire : siamo protagonisti dell’azione CREATIVA di costruzione del mondo
  • osservare : siamo semplici osservatori in platea.

Quando marito e moglie discutono possono ad esempio creare la realtà dello scambio relazionale in atto secondo la polarità

  • colpevole – innocente
  • vincitore – vinto.

Si tratta di due estremi sui quali – inconsciamente – costruiamo le nostre dinamiche relazionali.

Attraverso le somiglianze e i contrasti percepiamo il mondo.

E come diceva Gregory Bateson:

La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza. 

Le polarità dei significati, attraverso altri costrutti in relazione con esse, contribuiscono poi ad estendere lo spettro di possibilità e sfumature sul reale.

Così il costrutto bianco – nero se intrecciato nella sua struttura ai costrutti di quantità e qualità amplia le combinazioni cromatiche.

Ciò su cui nel lavoro clinico noi psicologi insieme ai nostri clienti spesso lavoriamo è la riformulazione e la conseguente ricostruzione dello schema – o sistema – dei significati/costrutti.

Tutti noi disponiamo di costrutti definiti nucleari o periferici, i primi sono fondamentali, essenziali, i secondi no.

La nostra mente lavora tessendo una trama invisibile organizzata per armonizzare il sistema di costrutti.

Abbiamo tutti differenti costrutti per costruire la nostra realtà e questi sono a loro volta organizzati con una peculiare struttura.

La consulenza individuale e di coppia sono due possibilità di intervento che spesso portano a valutare come sfruttabili parti di sé inesplorate, anche in pochi incontri.

Allargare il sistema dei costrutti

 

Ecco le due variabili che vanno a definire il nostro sistema di costrutti, di interpretazioni del mondo:

  • il contenuto
  • la struttura (del sistema).

Qual è l’elemento incredibilmente interessante di tutto questo discorso piuttosto arido e teorico?

 

Questo:——

In uno studio sul modo in cui gli individui elaborano l’informazione […] i soggetti con complessità elevata cercavano in genere di utilizzare l’informazione incoerente dandole un valore, mentre i soggetti con bassa complessità  tendevano a formarsi un’idea coerente della persona e respingevano qualsiasi informazione contrastasse con la prima impressione (Mayo, Crockett, 1964), (da L. Pervin, O. John, 2001). 

La polarità “complessità – semplicità cognitiva” può essere considerata come una dimensione della personalità, al pari della nostra modalità di gestione delle emozioni o della nostra apertura verso nuove esperienze.

Quindi teniamo a mente: se sperimenteremo un sentimento di paura e di instabilità ogniqualvolta un nuovo costrutto minaccerà di entrare e farsi spazio nel nostro sistema, si verificherà allo stesso tempo un ottimo vantaggio dato dal fatto che disporremo di un sistema più esteso rispetto a prima, questo ci consentirà di muoverci in un modo più consapevole – quindi più abile e conveniente – nel mondo.

Se sei interessato ad avere maggiori informazioni su un intervento di consulenza psicologica per te, per il tuo partner, per tuo figlio, puoi contattarmi qui.

Related Posts