Ipnosi regressiva, progressione d’età e tempo in terapia

L’ipnosi regressiva, nel vasto campo dell’ipnosi, è forse una delle pratiche più suggestive e affascinanti.

Già a partire dal tempo della gravidanza, i bambini sono profondamente influenzati dai comportamenti, dai pensieri e dagli stati emozionali della loro madre e del contesto nel quale essa vive.

Tali tracce possono essere anche di tipo traumatico, su queste ferite emozionali è possibile utilizzare con buoni risultati l’ipnosi regressiva.

Regressione ipnotica: la definizione

La regressione ipnotica consiste nel proporre al soggetto ipnotizzato di trovarsi in un tempo passato della sua vita oppure in una vita antecedente a quella attuale. Ci si potrà riferire a periodi molto recenti (giorni, settimane o mesi); oppure molto lontani (anche secoli o millenni precedenti*).

L’uso di questa pratica in terapia è connesso al rafforzamento dell’Io.

L’ipnosi regressiva funziona perseguendo questo obiettivo.

Progressione ipnotica: la definizione

Per progressione d’età invece si intende il tempo che non è ancora stato vissuto, il futuro fino anche a dopo la morte del soggetto stesso. 

Un racconto didattico di Milton Erickson

Uno dei capitoli della raccolta di aneddoti di Milton Erickson, La mia voce ti accompagnerà, si intitola: “Manipolazione e orientamento del tempo verso il futuro”.

Un breve estratto descrive in cosa consiste l’orientamento verso il futuro.

Mio figlio Lance entrò nel mio studio e disse: “Sarò sempre magro come un chiodo?”. Era molto esile, alto e magro.  “Il tuo destino di adolescente è di essere magro come un chiodo”, dissi io. Però puoi prepararti al giorno in cui entrerai nel mio studio, mi porgerai la tua giacca, e dirai: “Perditici dentro, papà”.  E un giorno lui entrò nel mio ufficio, con un ghigno in faccia, mi allungò la sua giacca e disse: “Perditici dentro, papà”. Indossai la sua giacca: le maniche erano troppo lunghe, mi coprivano le mani; e le spalle erano troppo larghe. 

La terapia ipnotica, nel contesto di una psicoterapia ha ovviamente specifici obiettivi, che verranno perseguiti con tecniche di ipnosi selezionate, innanzitutto in base alle caratteristiche della persona che verrà ipnotizzata.

Lavorare con il tempo

De Shazer (1981◽), senza l’ipnosi, raggiunse obiettivi analoghi a quelli di Erickson:

Il terapeuta e il cliente coscientemente e deliberatamente pianificano insieme che cosa ci vorrà per raggiungere la soluzione desiderata. Sembra che nella situazione terapeutica la semplice descrizione dettagliata di un futuro nel quale il problema è già risolto aiuti a costruire l’aspettativa che il problema sarà risolto e che questa aspettativa, una volta formatasi, possa aiutare il cliente a pensare e a comportarsi in modo da realizzare le proprie aspettative.

Costruire insieme al paziente il futuro, rendendolo presente, portandolo nella stanza di terapia, serve a “far scomparire le coazioni a ripetere, i blocchi” (Boscolo, Bertrando, 1993).

Sappiamo che la depressione è una minaccia sempre più diffusa e incombente nella società occidentale attuale.

Si tratta di una condizione esistenziale connotata da:

  • assenza di prospettiva
  • incapacità di vedere il futuro
  • incapacità di vedersi proiettati nel futuro.

Si tratta di tre desolanti realtà che hanno un minimo comune denominatore: la chiusura dell’orizzonte temporale (ibidem).

Uscire da una visione lineare del tempo

Per certi versi il tempo è lineare, per altri versi ciclico. Il tempo lineare è connotato da una sorta di flusso del divenire irreversibile, si tratta di una visione storicizzata del tempo.

Il tempo ciclico, invece è il tempo dove il divenire è abolito: in natura il tempo gira su se stesso (il giorno e la notte, le stagioni, le fasi lunari).

Così il rito risulta essere una espressione delle culture dell’uomo, dove si crea un tempo diverso, il tempo del sacro. La sospensione del tempo profano che si attua tramite il rito ha la funzione di stabilire la realtà delle cose: “ciò che è reale non può esistere nel divenire, deve esistere in un tempo immutabile, un tempo che è senza mai evolvere (Boscolo, Bertrando, 1993).

Perciò il reale per eccellenza è il sacro, poichè soltanto il sacro è in un modo assoluto, agisce efficacemente, crea e fa durare le cose. (Eliade, 1949◽)

L’ipnosi era conosciuta e usata dalle più antiche popolazioni primitive. In questi contesti il suo uso non era solo terapeutico, “ma anche divinatorio: i fenomeni ipnotici erano  letti come dono o potenza del divino e applicati alle situazioni più disparate tramite il profeta o lo sciamano, o il medico sacerdote. Nelle antiche civiltà mediterranee l’uso terapeutico dell’ipnosi viene descritto come «sonno magico» dagli Egiziani, dai Greci, dai Romani. (Loriedo, 2006).

Le posizioni dei clinici riguardo la regressione e la progressione d’età sono numerose. Si tratta di un campo complesso dove convivono ipotesi decisamente diverse.

Pensare a questo strumento come a una sorta di macchina del tempo che consenta di vivere in un modo fedele un comportamento del passato (o del futuro) è improprio.

Peraltro, da un punto di vista terapeutico, questo risulterebbe inutile se non dannoso al paziente, in quanto egli sarebbe privato del suo potere attivo, cioè di riorganizzazione sull’esperienza.

In conclusione sembra improprio considerare la regressione d’età (o la progressione), come una riproduzione fedele del comportamento del passato (o del futuro) del soggetto. La regressione da suggestione (o proiezione da suggestione) possono tuttavia essere considerate come tecniche proiettive in cui viene presentato al soggetto un campo stimolo relativamente non strutturato (p.e. Hai sei anni) e viene suscitata una proiezione del suo “mondo privato”, in quanto egli deve “organizzare il campo, interpretare il materiale e reagire ad esso”(Zivny, 2015◾).

Ipnosi regressiva: rischi

“L’ipnosi non presenta controindicazioni fisiche, ma in modo particolare nella regressione d’età, il paziente può essere fortemente coinvolto, ed è dunque necessario conoscere lo stato di salute specialmente in merito alle condizioni cardiache. Ovviamente si prendono in considerazione anche i fattori ereditari” (Zivny, 2005◾).

*in merito ad esempio alle presunte vite precedenti, il terapeuta (come prevede il codice deontologico) non dovrà mai rivelare la sua personale posizione, attenendosi unicamente alla domanda del paziente al fine di raggiungere la risoluzione del problema portato.

Se credi che possa aiutarti, contattami.

Gaia Berio – psicologa psicoterapeuta ipnologa 348 6028718 – 371 3095423

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BIBLIOGRAFIA

◽Boscolo L., Bertrando P., (1993), I tempi del tempo, Bollati Boringhieri, Milano

Erickson M., (1983), La mia voce ti accompagnerà, Astrolabio Ubaldini, Roma

◾Merati L.Ercolani R., (2015), Manuale pratico di ipnosi clinica e autoipnosi, Edra, Milano

Nardone G., Loriedo C., Zelig J., Watzlawick P., (2018), Ipnosi e terapie ipnotiche: misteri svelati, miti sfatati, Tea, Milano

 

 

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