6 motivi per cui cucinare può avere una funzione antidepressiva

Cucinare può avere una funzione antidepressiva

Avere dei periodi di umore depresso capita sempre a un maggior numero di persone.

L’O.M.S. ha da tempo lanciato un inquietante allarme.

Si prevede infatti che la depressione nel 2020 sarà la seconda causa di invalidità dopo le malattie cardio-vascolari. 

Per questo motivo è particolarmente importante ragionare su quelli che possono essere dei validi comportamenti preventivi.

Soprattutto alla luce del fatto che l’episodio depressivo ha una probabilità di ricaduta piuttosto elevata.

Per questo motivo è molto importante rivolgersi ad esperti della salute mentale come psicologi, psicoterapeuti e psichiatri, ma anche occuparsi in modo attivo della cura di sé, investendo sulle attività di ogni giorno che possono contribuire a tenere alto il tono dell’umore

Tutte le nostre azioni quotidiane, hanno una finalità evidente, e nel frattempo hanno anche numerosi altri effetti, meno ovvi. 

Tutto ciò capita perché un’attività, per analogia, aiuta a sviluppare specifiche funzioni della mente, in questo caso alcune di quelle che proteggono dal sentirti depresso. 

Ecco 6 motivi per cui cucinare può avere una funzione antidepressiva 

Cucinare ti permette di:

#1 Liberarti del superfluo.

Quando si cucina serve ordine e per farlo la prima cosa è liberarti del superfluo. Avere a che fare solo con l’essenziale è un rimedio efficacissimo per ridurre i pensieri inutili. In questo modo eviti molte preoccupazioni.

#2 Imparare a dosare

Aumentare la familiarità con il senso del limite è un esercizio davvero essenziale per coltivare il proprio benessere psicologico. Nella depressione si ha un’alterazione delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Sentirti progressivamente padrone della «manopolina» che dosa la tua energia emozionale è un processo lungo, difficile e impegnativo. Può servire l’apprendimento di tecniche. Non dimenticare mai che si tratta di un processo. Sulla importanza del dosare in cucina pensa al sale, alle erbe aromatiche, al limone o alla farina. 

#3 Creare. 

La cucina è un’arte meravigliosa che permette di sviluppare gli strumenti della fantasia come della chimica. Immaginare, inventare, progettare, combinare, sono i migliori antidoti alla potenza distruttiva dell’umore depresso. Che senza dubbio ha un senso, e ti vuole comunicare qualcosa di davvero profondo, se e quando si presenta come doloroso sintomo. Tuttavia non dimenticare che distruttore e creatore sono due polarità archetipiche che funzionano nel modo più evoluto se rispettivamente mediate dal loro opposto. Questo è un processo di integrazione e di progressivo sviluppo della complessità del tuo mondo interno. 

#4 Armonizzare gli opposti. 

Cucinare è costruire equilibri. Esprimere nel gusto, nel profumo, nel colore, nella consistenza, energie complementari. E fare questo ci permette di familiarizzare con gli opposti. Alla giusta misura si può arrivare attraverso contrasti e differenze. Anche l’umore è fatto di dimensioni distanti e contrapposte. La cosa da non dimenticare è che esiste sempre una connessione anche tra le distanze apparentemente più siderali, come la luce e la tenebra.

#5 Percepire la realtà in modo fedele.

L’uso dei 5 sensi, insieme alla presenza mentale, ha una funzione anti-depressiva molto efficace e piuttosto evidente. Non puoi farne a meno cucinando. Essere concentrati sulle consistenze, i sapori, i profumi è un’attività che ti tiene saldamente connesso alla realtà, impedendoti di cucinare in modo distratto e automatico, quindi rischiando di renderti preda dei pensieri legati al futuro o al passato, con la loro carica ansiosa o depressiva. 

#6 Prenderti cura di te

Cucinare oltre che rappresentare un gesto di cura per gli altri, per le persone che amiamo, è un’azione di cura per noi stessi. Prendersi cura di sé nelle piccole cose è un modo per proteggere se stessi dall’incubo di un passato che non  puoi cambiare e dalla paura di un futuro che non puoi controllare. Essere attenti alla propria alimentazione significa mantenere vivo un interesse legato alla cura di sé a diversi livelli, ad esempio quello emotivo e fisico. 

Gaia Berio – psicologa psicoterapeuta ipnologa – 348 6028718 – 371 3095423

 

 

 

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